Location unica e affascinante immersa nel cuore verde dell'Umbria

Castello del Tempovita

 

Osservando questo posto unico al mondo, il poeta Roberto L. Pancari scriveva:

"Dal giardino pensile l'occhio vaga a scoprire le loggette, le nicchie tra i roseti, il grande terrazzo tutt' aperto  

sulla Valle... e rivede nel pensiero le feste nelle Sale della Gloria,

lo scalpitare dei Cavalieri e gli amori sbocciati sotto al balconcino shakespeariano, 

gli incontri furtivi nella Pompeiana e i balli sotto la Torre.

Gli intrighi, le battaglie, i successi e le fughe dei nobili attraverso i Cunicoli segreti...

in voli di memoria che attraversano il Tempo:

il "Tempovita"

Duemila anni di Storia

Il Castello del Tempovita e tutto il Borgo medievale che lo cinge sorsero e si ampliarono nei secoli intorno all'imperiosa Torre Quadrata, la cui costruzione risale alla prima metà del I secolo d.C. La Torre di San Vito faceva parte di una lunga serie di "vedette", fatte erigere su spalti fortificati posti sulla sommità del dorsale subappenninico da Roma al Nord dell'Impero. Tali torri, delle quali quella di San Vito è l'unica rimasta, ad eccezione di qualche rudere, furono regolarmente usate con ingegnoso sistema di "trasmissione": specchi riflettenti di giorno e accensione di fuochi di notte. L'Imperatore-filosofo Marco Aurelio poteva in tal modo tenersi informato su quanto accadeva da Roma al Brennero e nelle province dell'Aquitania, della Germania e della Rezia.

Proseguendo nei secoli troviamo la Torre di San Vito in febbrile funzione ai tempi di Carlo Magno, che solo in questo modo potè ricevere, ad Aquisgrana, quasi in "tempo reale", l'appello di papa Leone III e riuscire così a salvarlo dalla congiura del 799. Nel tardo Medioevo la curtis Sancti Viti divenne "feudo"in seguito all'acquisto della famiglia Scotti nel 1279.

Ancor oggi il Borgo domina la piana della Valtiberina alla Valnerina, posta a sentinella tra Orte e Narni. Dall'autostrada del Sole si vede la Torre nobile e robusta circondata dal composito Castello con le mura dalla bassa cinta merlata.

Nel 1989 il Professor Roberto  L. Pancari scoprì il piccolo borgo di San Vito. La sua fu una vita dedicata alla poesia, al giornalismo, all'arte e alla musica. Non immaginava che all'interno di quelle mura secolari si nascondesse un paradiso senza tempo, che da subito lo rapì nel profondo. Egli felicemente dedicò al castello, attraverso un accurato restauro, quelli che sarebbero stati gli ultimi vent' anni della sua vita.

Oggi lui non c'è piu e le sue ceneri sono custodite nella cappella in giardino, ma i figli Massimiliano e Selene con loro madre Marilia si dedicano con uguale passione a "far vivere" il Castello del Tempovita.